La
pubblicazione degli aggregati monetari dell’area Euro per il mese di luglio
hanno aumentato i timori sulle prospettive di crescita dell’economia a fine
2018/inizio 2019. La massa monetaria M1 è cresciuta del 6.9% rispetto allo
stesso periodo dello scorso anno, in ribasso dal 7.5% dell’anno prima. M3 è
salita del 4% y/y, in ribasso dal 4.5% di giugno.
Analisi e commenti sull'andamento dei maggiori mercati finanziari e delle principali economie a livello internazionale
martedì 28 agosto 2018
giovedì 7 dicembre 2017
Il Dollaro australiano non è ancora un’occasione
Il dollaro australiano
si è indebolito in settimana contro il Dollaro statunitense ed è rimasto
praticamente invariato contro l’Euro sulla scia di dati economici contrastanti
e della decisione della Reserve Bank of Australia di lasciare i tassi invariati
all’1.5%. In settimana, le vendite al dettaglio sono salite dello 0.5% m/m contro
attese di consensus a +0.3% m/m mentre il Pil del terzo trimestre è salito
dello 0.6% q/q contro attese a +0.7% q/q. Alla fine della riunione di politica
monetaria del 5 dicembre, la Reserve Bank of Australia ha mantenuto i tassi
invariati all'1,5%, in linea con le stime degli economisti.
sabato 2 dicembre 2017
Occhi puntati sul mercato del lavoro USA
L’economia statunitense ha continuato
a fornire segnali di forza nel corso dell’ultima settimana, con la crescita
dell’economia statunitense in Q3 rivista al rialzo del 3.2% al 3.3% e l’indice
di fiducia dei consumatori del Conference Board salito in novembre a 129.5,
anticipando un’accelerazione dei consumi nei prossimi mesi. Infine, l’indice di
fiducia delle imprese ISM manifatturiero, pur in leggera discesa a 58.2, rimane
su un valore molto elevato ed in linea con una crescita sostenuta dell’economia.
venerdì 1 dicembre 2017
L'ISM manifatturiero rimane forte ma indica cautela per lo S&P500
L’indice di fiducia ISM manifatturiero è sceso in novembre leggermente
più delle attese: da 58.7 a 58.2, contro attese di consensus a 58.4. Per l’indice
si tratta del secondo calo consecutivo dopo avere toccato il massimo degli
ultimi 13 anni in settembre a 60.8. Tuttavia gli altri sotto-indici hanno
registrato un miglioramento. L’indice sui nuovi ordini è salito da 63.4 a 64, anticipando
un rimbalzo dell’indice generale il prossimo mese, l’indice sulla produzione da
61.0 a 63.9 e quello sull’occupazione è rimasto praticamente stabile 59.7.
mercoledì 15 marzo 2017
L'equilibrismo della Fed
La
riunione della Fed in calendario il 15 marzo avrà un esito scontato secondo le
attese di mercato. I futures sui Fed Fund assegnano possibilità del 100% ad un
rialzo dei tassi di 25 punti allo 0,75/1%. È uno scenario decisamente mutato
rispetto a quanto previsto dagli investitori a inizio anno, quando il primo
rialzo dei tassi del 2017 era atteso non prima di giugno.
Con
i dati pubblicati nelle ultime settimane che hanno evidenziato un ulteriore
miglioramento dello scenario economico e un rialzo delle pressioni
inflazionistiche, per la Fed non c’è alcuna ragione per rimandare una
normalizzazione dei tassi d’interesse, come evidenziato dalla stessa Yellen nel
suo intervento di venerdì 3 marzo al club dei CEO di Chicago. Ad esempio, tra i
dati che più hanno confortato sulle prospettive dell’economia è da segnalare il
balzo dell’indice ISM manifatturiero, salito in febbraio da 56 a 57,7, un
valore in linea con una crescita del Pil del 4,5%. Il rapporto sul mercato del
lavoro di febbraio pubblicato venerdì ha confermato come questo rimanga solido,
con 235 mila nuovi posti di lavoro creati, il tasso di disoccupazione al 4,7% e
la crescita dei salari orari al 2,8% anno su anno.
mercoledì 1 febbraio 2017
Gli emergenti cavalcano l’onda dello S&P500
I
principali mercati azionari mondiali hanno cominciato il nuovo anno così come
avevano terminato il 2016: all’insegna del rialzo. A guidare le borse sono
stati ancora una volta gli indici statunitensi, che sono andati a registrare in
settimana i nuovi massimi storici. Inoltre, il Dow Jones Industrial ha superato
per la prima volta la soglia dei 20 mila punti, livello che ha richiamato
l’attenzione di tutti i media e potrebbe ulteriormente aumentare l’interesse verso
Wall Street.
Le prospettive del principale mercato azionario mondiale continuano ad essere positive. A favorire le attese per una prosecuzione del trend al rialzo è il buono stato di salute dell’economia.
Le prospettive del principale mercato azionario mondiale continuano ad essere positive. A favorire le attese per una prosecuzione del trend al rialzo è il buono stato di salute dell’economia.
sabato 25 giugno 2016
E ora la BCE deve tenere basso l’Euro
Ora che il Brexit è
diventato realtà, diversi sono i fattori d’incertezza per l’economia dell’area
Euro. Un crollo delle esportazioni verso UK qualora i futuri negozianti per
l’uscita dall’Unione Europea del paese dovessero durare a lungo e chiudersi con
una soluzione sfavorevole al commercio potrebbe avere un impatto negativo sulle
economie dell’area Euro ma non tale da mandarle in recessione da solo l’area
Euro. UK rappresenta circa il 7% del totale delle esportazioni dei principali
paesi dell’area Euro.
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